Ho sognato di perdere i capelli

Sogno di Roberta

Stanotte ho sognato di perdere i capelli.  Come passavo il pettine venivano via i capelli, ma non li perdevo del tutto.  Subito dopo qualcuno mi ha aggredito. Ricordo di essere stata picchiata da chi non lo so, forse era un bambino o un uomo di bassa statura. Durante il sogno non avevo paura né per la perdita dei capelli né per il fatto di essere picchiata e non sentivo dolore, subivo impassibile. Al risveglio ero tranquilla, ma vorrei sapere cosa significa il mio sogno. Grazie

 

Interpretazione

Perdere i capelli è un sogno “tipico”, nel senso che sono molte persone a riferirlo, spesso con un significato simile. Se pensiamo a quanto tempo le donne dedicano alla cura della capigliatura, si capisce bene che l’idea di perdere i capelli, rappresenta una mortificazione della propria femminilità. I capelli rappresentano una parte delle nostre possibilità seduttive, si pensi all’uso del fazzoletto per coprire il capo, come simbolo di rispetto nei luoghi sacri, in cui è fuori luogo mostrare la propria avvenenza e suscitare così l’eventuale desiderio dell’uomo. Sciogliere i capelli, in effetti, è un gesto seduttivo per antonomasia. Perdere i capelli, può quindi indicare l’impotenza di fronte al mancato riconoscimento della nostra femminilità. Questa ipotesi sembra avvalorata dal resto del sogno, in cui si aggiunge un altro elemento alla sensazione di passività: l’essere picchiati da un nano-bambino. Si potrebbe scatenare un conflitto, se riconoscessimo nel nostro aggressore un antagonista, sminuendo la sua forza, attraverso questo personaggio “piccolo” è come se non potessimo legittimarci la possibilità di difenderci. Il sogno è, quindi pervaso da un senso di sopportazione e rassegnazione.

 

L’emozione nascosta

Questo sogno può rappresentare un pretesto per riflettere sulla nostra relazione con la sopportazione, con il nostro grado di tolleranza alle ingiustizie e ai soprusi, ma anche al dolore inevitabile, che la vita ci costringe ad affrontare. Poter affrontare il dolore con dignità, senza drammatizzare, può essere funzionale rispetto alla nostra integrità e anche per proteggere le persone che amiamo. Ma, quando la rassegnazione diventa disfunzionale? Probabilmente, quando non riusciamo ad esprimere la rabbia e la rivolgiamo contro noi stessi. Sentiamo che se gli eventi sono contro di noi, probabilmente abbiamo delle responsabilità nell’averli provocati. Non possiamo ribellarci, nonostante l’ingiustizia subita, perché in fondo pensiamo di meritarla.

 

 

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